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Centauro in Russia PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Domenica 20 Maggio 2012 11:02

Si stanno testando in Russia i Centauro italiani, per una possibile produzione in serie, su licenza, degli stessi. Tale notizia è stata data da un rappresentante della Otomelara il 12 maggio scorso.

Le prime due macchine con cannoni da 105 mm e 125 mm sono in fase di prova in una regione di Mosca. Due ulteriori Centauro con cannoni da 120 mm e 30 mm si uniranno alle prove nelle prossime sei settimane. I veicoli parteciperanno a prove in laboratorio, di guida e di tiro.

Quando le prove saranno state completate alla fine di quest'anno, la Russia prenderà in considerazione la creazione di una joint venture per la produzione del blindato con la collaborazione del complesso militare-industriale russo.

Il produttore di camion russo Kamaz di Naberezhny Chelny potrebbe essere coinvolto in questa operazione, secondo una fonte in possesso del venditore di armi russe Rosoboronexport.

Oto-Melara, che fa parte del gruppo italiano Finnmeccanica, è anche nella joint venture con Iveco CIO per la costruzione di veicoli militari. Otomelara si occupa della produzione della torre con i cannoni, Iveco della componente meccanica.

L’Esercito Italiano ha ricevuto 400 Centauro tra il 1992 e il 1995, prodotti in tre serie: 100 della prima, 150 della seconda serie con scafo allungato di 22 cm e 150 della terza, con il gruppo batterie collocato in posizione posteriore. Di questi cento sono stati dismessi. Altri 50 sono stati proposti alla Giordania. 80 mezzi da 105 mm sono stati acquistati dalla Spagna fino al 2006, e nel 2008, 6 mezzi nella nuova e più potente versione da 120/45 mm e con motore Iveco da 650 cv dalla Guardia Reale dell’Oman. Tale versione potrebbe aver sancito la fine degli scetticismi sulla possibilità di ribaltamento del veicolo in fase di fuoco in movimento con inclinazioni sfavorevoli. 200 Centauro 2-120 mm dovrebbero essere prodotti per l’Esercito Italiano nei prossimi anni. Il veicolo prima serie ha un peso di 24 tonnellate, un equipaggio di quattro uomini a cui si possono aggiungere altri 4 esploratori, la velocità massima di 100 km / h (più di 60 mph) e l’autonomia di 800 km (500 miglia). Il pezzo principale è un 105/52 mm NATO, più due mitragliatrici da 7,62 mm.

La versione da 30 mm per la Russia dovrebbe essere il Freccia, veicolo da trasporto fanteria derivato dalla famiglia Centauro. Già in produzione per l’Esercito Italiano, con 49 mezzi già consegnati, è in fase di sperimentazione nella versione digitalizzata Soldato Futuro. Rispetto al Centauro base, dispone di protezione migliorata, specie antimina, e di scafo a V, motore da 550 cv, un peso di 29 tonnellate nonostante il cannone più leggero.

La Russia dispone di una linea di veicoli blindati a ruote che della famiglia 8 × 8 BTR-60, l'ultimo dei quali è la piattaforma BTR-90, concepito come un veicolo corazzato nella metà degli anni 1990. Il BTR-70/80 è uno dei più ampiamente prodotti veicoli APC con ruote, con oltre 5.000 consegne in più di 30 forze armate in tutto il mondo. Il BTR-90 offre un miglior rapporto peso / potenza rispetto al Centauro, ma è meno adattabile per torrette pesanti, una qualità che il mezzo italiano ha dimostrato per molti anni. La rapida integrazione del cannone 125 millimetri russo ha sottolineato questa possibilità e apre opportunità al mercato di esportazioni aggiuntive per il veicolo italiano. Probabilmente, se il progetto italiano di cacciacarri sarà selezionato dai russi, sarà distribuito con ulteriori varianti della stessa piattaforma (trasporto fanteria, posto-comando, portamortaio, ambulanza e veicoli blindati di recupero) per massimizzare la produzione di veicoli comuni.

Molti funzionari all'interno dei circoli militari russi del settore si oppongono l'apertura russa ai prodotti occidentali, riflettono sull'acquisizione delle navi francesi, dei veicoli corazzati italiani e aerei senza pilota israeliani. Yury Borisov, primo vice capo della commissione militare-industriale, su Novosti, ha riferito che la Russia potrebbe acquistare i modelli d'arma stranieri solo su una tantum per studiare la tecnologia di produzione e quindi impostare la propria produzione. Tuttavia, è improbabile che i produttori occidentali avrebbero accettato tale atteggiamento.

Igor Korotchenko, capo-editore della Rivista di Difesa Nazionale, nutre dei dubbi circa le prospettive dei blindati italiani in Russia.

"A giudicare la veridicità delle dichiarazioni da parte di funzionari russi che hanno fatto di recente, il paese dovrà prestare attenzione prioritariamente ai prodotti russi. Il presidente Vladimir Putin ha recentemente visitato Uralvagonzavod e ha sostenuto l’industria nazionale di carri armati. Secondo lui, la Russia nutre grandi speranze sull’Esercito. Un carro di nuova generazione russo farà il suo debutto nel 2015, e la produzione in serie è prevista per il 2017". Inoltre ha aggiunto che: "Tra i produttori occidentali, ci sono molti di loro che desiderano entrare nel mercato russo. Tuttavia, credo che, fintanto che Putin mantiene la presidenza, la Russia sarà per l'acquisto di prodotti nazionali militari".

Non ci sono ancora informazioni precise sul fatto che la Russia può passare ai blindati italiani. Tuttavia, questo è già accaduto per i Lince LMVs (Light Multirole Vehicle) che sono stati costruiti sulla base dell’ italiano Lince M65. La Russia ha firmato un accordo con l'Italia nel mese di dicembre per il semi- assemblaggio di 60 blindati leggeri multiruolo (LMV) di Iveco, e come riportato dal vice ministro della Difesa Alexander Sukhorukov in gennaio, entreranno in servizio nell’Esercito Russo nel corso del 2012.


di Antonio Frate

Ultimo aggiornamento Domenica 20 Maggio 2012 11:07
 
Osservatori italiani in Siria PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 15 Maggio 2012 19:56

Sono partiti nel pomeriggio del 15 maggio i primi 5 militari dell’Esercito Italiano designati a far parte della missione di Supervisione delle Nazioni Unite in Siria (UNSMIS). La missione, autorizzata con la Risoluzione del Consiglio di Sicurezza n. 2043 del 21 aprile scorso, ha il compito di monitorare il rispetto del cessate il fuoco e l’applicazione del piano Annan, accettato dal regime Siriano. La presenza del personale italiano, autorizzata dal Consiglio dei Ministri lo scorso 8 maggio, è stata chiesta dal Segretario Generale dell’ONU all’Italia unitamente al trasporto aereo di mezzi ed equipaggiamenti destinati alla missione in Siria, già realizzato con i velivoli della 46^ Aerobrigata di Pisa.

 

 

 

Ultimo aggiornamento Martedì 15 Maggio 2012 19:58
 
Iveco Trakker PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Domenica 29 Aprile 2012 19:55

Iveco Defence Vehicles ha completato la consegna del suo più grande ordine mai ottenuto nel Regno Unito. 206 Trakker 6x6 e 8x8 per sostenere i Royal Engineers nelle operazioni.

Richiesti in sostituzione della flotta esistente, i nuovi veicoli sono stati forniti attraverso due vie di approvvigionamento separati. Il primo di questi, per 182 veicoli 6x6, attraverso il contratto di C Vehicle PFI, gestito dalla società ALC come primo contraente. I veicoli sono stati forniti in cinque varianti, con tre - il Dumper medio, il Dumper auto caricante e con caricatore automontato - gestito da Iveco e le altre due varianti - una perforatrice e un sistema ripara-buchi - oggetto dell'appalto sotto il diretto controllo ALC.

Il secondo appalto è il risultato del successo di questa flotta di 6x6 in servizio; ha avuto ad oggetto la fornitura di una flotta di camion ribaltabili protetti autocaricanti. Dato che Iveco aveva già sviluppato una cabina in acciaio balistico per la famiglia Trakker, l’8x8 è stata una scelta naturale per questo ruolo impegnativo. L'appalto è stato un acquisto diretto da parte del Ministero della Difesa britannico, con Iveco che ha gestito l'attività completa di integrazione, effettuata con l’ausilio di cinque diversi subappaltatori - GD (UK), Terex Atlas, Thompson Engineering, BI Ingegneria e KraussMaffei Wegmann.

Una flotta totale di 24 Dumper autocaricanti (Protetti) sono ora in servizio, la maggior parte in uso in operazioni, dove sono stati ricevuti egregiamente. La protezione fornita dalla cabina in acciaio, la barra blindata e altre contromisure sono state particolarmente benvenute.

Si completa così una serie di successi nel campo dei veicoli logistici da Iveco negli ultimi anni, tra cui vittorie importanti per contratti in Francia, Svizzera, Germania e Spagna. La società ha attualmente offerto una fornitura di Trakker alle forze armate norvegesi e svedesi per riequipaggiare le proprie flotte di veicoli logistici.

Il telaio Trakker è stata anche la prima piattaforma di scelta per una serie di programmi, compresi, più recentemente, la fornitura di sistemi di guide montati su camion FAUN alla Turchia.

Trakker è stato originariamente progettato per le applicazioni commerciali pesanti, come il lavoro di cava, ma la sua affidabilità, flessibilità e durata nel tempo lo ha reso particolarmente adatto per le applicazioni di difesa. E’ stato integrato dalla gamma Iveco Defence Vehicles Mobility Range di veicoli speciali militari 4x4, 6x6 e 8x8.

Questi programmi dimostrano come la strategia di Iveco, di formare partenariati industriali, abbia permesso lo sviluppo e la fornitura di veicoli per supportare le operazioni militari con soluzioni altamente affidabili e su misura ad un prezzo competitivo e in tempo ristretti.


di Antonio Frate

Ultimo aggiornamento Domenica 29 Aprile 2012 19:56
 
F16 a quota 4500 PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Domenica 15 Aprile 2012 12:49

Il 3 aprile è stata festeggiata a Forth Worth, in Texas, la consegna del 4500esimo esemplare di F-16. Nello specifico è stato prodotto un esemplare Block 52 destinato all’Aeronautica del Marocco. Presenti alla cerimonia addetti alla produzione, realizzatori e autorità militari, incluso lo U.S. rep. Kay Granger e il sindaco di Forth Worth, Betsy Price. Larry Lawson, vice presidente esecutivo della Lockheed Martin ha sottolineato come l’aereo abbia rappresentato la migliore produzione aeronautica. L’aereo è stato prodotto a partire dal 1975, con una partnership iniziale tra 5 paesi produttori, poi nel corso degli anni il velivolo è stato adottato da 26 nazioni, tra cui l’Italia, che ne ha acquistato una quota di 34 in leasing, per rimpiazzare i vetusti F-104 in attesa della produzione degli Eurofighter Typhoon. Lockheed Martin ha anche presentato da poco la versione più avanzata dell'aereo, l'F16 V, così detta perché l’aereo veniva già denominato Viper. Questa nuova versione del caccia statunitense si distingue per alcuni avanzamenti di sistema quali un radar a scansione elettronica AESA (Active Electronically Scanned Array), un nuovo computer di missione e un'architettura più avanzata, nonché miglioramenti a livello di cockpit, tutte caratteristiche indicate per i futuri sviluppi sia dalla USAF sia da diversi clienti internazionali. Il programma Fighting Falcon si è evoluto continuamente a partire dal suo inizio con il caccia medio F-16A/B, poi al più avanzato F-16C/D e alle versioni Block 60 in linea con le diverse esigenze degli acquirenti. I radar AESA, a detta del costruttore "aumentano in modo rilevante le capacità operative. Lockheed Martin ha sviluppato una moderna soluzione per gestire l'installazione di questa fondamentale tecnologia a bordo di F-16 già esistenti." La configurazione F-16V è un'opzione per i jet di nuova produzione e gli elementi necessari all'upgrade sono disponibili per la maggior parte dei modelli precedenti di F-16. "Riteniamo che l'F-16V sarà in grado di soddisfare le nuove necessità dei nostri clienti e li preparerà per una migliore interoperabilità con i caccia di 5° generazione, l'F-35 e l'F-22" ha affermato George Standridge, Vice President of Business Development di Lockheed Martin Aeronautics. La Lockheed impiega 123.000 addetti e ha un fatturato (anno 2011) di 46,5 miliardi di dollari. L’attuale produzione di F 16 sarà indirizzata a Turchia, Marocco, Egitto, Oman e Iraq.


di Antonio Frate

Ultimo aggiornamento Domenica 15 Aprile 2012 12:52
 
Attacco a FOB "ICE", muore soldato italiano PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Domenica 25 Marzo 2012 09:04

HERAT, 24 Marzo 2012- Un soldato italiano è deceduto ed altri cinque sono rimasti feriti, alcuni gravemente, a seguito di un attacco con colpi di mortaio, avvenuto alle ore 18.00 circa (in Italia 14.30), contro la FOB (Forward Operative Base) “ICE” in Gulistan, nel settore Sud- Est dell’area di responsabilità italiana, assegnata alla Task Force South-East, su base del 1° Reggimento Bersaglieri. Il militare deceduto è il Sergente Michele Silvestri, di 33 anni originario di Napoli, coniugato e appartenente al 21° Reggimento Genio Guastatori di Caserta.

 
La classifica dei produttori di armi PDF Stampa E-mail
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Sabato 24 Marzo 2012 09:35

Secondo il rapporto annuale del Sipri, l’Istituto internazionale di ricerca sulla pace di Stoccolma, per quello che riguarda il 2010, l’Italia si piazza all’ottavo posto nel mondo fra i produttori di armi. Questo per merito di Finmeccanica che, nell’ultimo anno, ha registrato vendite per 24.76 miliardi di dollari e un profitto di 0,74 miliardi. Tutto dalla vendita di aerei, artiglieria più o meno pesante, missili, veicoli militari, munizioni. Al primo posto di questa classifica, troviamo l’americana Lockeed Martin, con 35.7 miliardi di profitti, seguita dall’inglese Bae Systems (32.9 miliardi), dalle americane Boeing, Northrop Grumman, General Dynamics e Rayton. Settima piazza per la Eads (Europa), poi Finmeccanica, e altre due americane: la L-3 Communications e la United Technologies. Andando ancora indietro nella classifica, troviamo Fincantieri al settantatreesimo posto, con 940 milioni di introiti per le forniture alle navi da guerra.

Ultimo aggiornamento Sabato 24 Marzo 2012 09:36
 
V-22, un velivolo rivoluzionario PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Sabato 10 Marzo 2012 22:40

La Bell-Texton e la Boeing hanno consegnato al corpo dei Marines il primo block versione C di convertiplani modello V-22 Osprey. Questi nuovi velivoli sono dotati di un nuovo radar di navigazione e di un migliorato sistema di condizionamento ambientale. Inoltre i velivoli sono dotati di chaff/flares per garantire un’adeguata difesa dagli attacchi esterni. Il nuovo cockpit e il nuovo dipley consentono una migliore percezione ambientale. Tali migliorie garantiranno una migliore funzionalitá del velivolo per i clienti interni e esterni. Il V-22 é un velívolo rivoluzionario che consente di unire la capacitá di decollo e atterraggio verticale di un elicottero con le prestazioni di un velívolo ad ala fissa. La sua realizzazione ha richiesto la collaborazione tra due dei piú grandi e prestigiosi costruttori aeronautici del mondo. Si colloca, in posizione di mercato, come sostituto dell’ elicottero Ch-53 Super-Stallion, il piú grande elicottero occidentale, diretto concorrente del Mi-26 russo, l’elicottero piú grande del mondo.


di Antonio Frate

Ultimo aggiornamento Sabato 10 Marzo 2012 22:43
 
L'industria delle armi che non conosce crisi: l'AK 12 PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Sabato 25 Febbraio 2012 13:48

E’ stato presentato, in questi giorni, l’AK 12. Si tratta del modello che dovrebbe entrare in produzione per sostituire gli AK 47 e 74. Secondo la Izmash il nuovo fucile automatico d’assalto russo dovrebbe essere prodotto in due versioni, una leggera (con munizioni 5.45x39 mm, come l’AK 74,5,56x45 mm NATO, 7,62x39 mm, come l’onnipresente AK 47), ed una pesante (7,62x51mm). La prima é adatta ad accogliere i serbatoi in uso sui modelli in produzione attuale e un nuovo serbatoio da 60 colpi, la versione pesante invece utilizza un nuovo tipo di serbatoio. L’industria russa si avvicina ai prodotti moderni e funzionali sviluppati in ambito NATO. Caratteristiche del nuovo modello sono: uso ambidestro, guida picatinny, cover rinforzate, maggiore potenza e precisione, possibilitá di utilizzo con una sola mano, ergonomia. Anche l’industria russa segue quindi la strada di modelli d’arma automatica di nuova generazione, per competere con i nuovi modelli che si sono succeduti come M-4, Arx-160, Scar, H&K 41,Tavor etc. Gli ultimi comflitti hanno visto impegnate squadre di fanteria specializzate, per le quali é fondamentale ridurre la mortalitá in conflitti armati con terroristi, insurgents, etc.


di Antonio Frate

Ultimo aggiornamento Sabato 25 Febbraio 2012 13:51
 
Morti tre militari italiani in Afghanistan PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 20 Febbraio 2012 14:52

Nell’incidente di questa mattina sono deceduti tre militari italiani a bordo del VTLM Lince, ribaltatosi mentre svolgeva una attività tesa a recuperare una unità bloccata dalle condizioni meteo particolarmente avverse. Un quarto militare, ricoverato presso l’Ospedale Militare (ROLE2) di Shindand per ipotermia, è cosciente e non è in pericolo di vita. I militari deceduti questa mattina sono il Caporal Maggiore Capo Francesco CURRO’, nato il 27 febbraio 1979 a Messina, il 1° Caporal Maggiore Francesco Paolo MESSINEO, nato il 23 maggio 1983 a Palermo, e il 1° Caporal Maggiore Luca VALENTE, nato l’8 gennaio 1984 a Gagliano del Capo (LE). Inoltre, il militare sottoposto a cure ha avvisato personalmente i propri familiari. I militari coinvolti sono in forza al 66° Reggimento Aeromobile “Trieste” di Forlì. Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Biagio Abrate, a nome delle Forze Armate e suo personale, esprime ai familiari il profondo cordoglio per la morte dei propri cari. Il Generale Abrate ha inoltre manifestato al Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Claudio Graziano, il proprio dolore e il sentimento di vicinanza alla Forza Armata per il lutto che l’ha colpita.

Ultimo aggiornamento Lunedì 20 Febbraio 2012 14:54
 
Why care about Political Islam? A multi-level analysis PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 09 Febbraio 2012 21:49

With the outbreak of the Arab Spring several social forces throughout the Arab world have found a political space where to frame their claims; among them, Islamists are undoubtedly getting the better of. On October 23 the Islamist Ennahda Party got 41 percent of the votes in Tunisia, while on November 25 Morocco's Islamist Justice and Development Party (PJD) took 107 out of 395 seats; most recently the Egyptian Freedom and Justice Party - Hizb Al-Hurriya wa Al-Adala - got 47 percent of the votes, followed by the Salafi group Al-Nur Party , winning 29 percent of seats in parliament. Beyond the most optimistic views, interpreting the electoral results as a hope for a future democracy in the countries, the strengthening of Political Islam has given rise to numerous concerns. Apparently no one seemed to expect this rising phenomenon; yet, it would have been easily predictable to an expert eye. The interest of Islamic movements in politics should not be seen as suspicious, since it is closely related to the genuine nature of the religion itself. Basically, Islam has to be considered an orthopraxis where the ethical and behavioral doctrine prevails over the theological speech. Islamic speculation has always been linked to the resolution of practical problems and philosophical issues have developed in connection with juridical matters. The religious basis of Political Science let us understand as politics and religion are two dimensions intimately interconnected in the Islamic movements developed in the course of the centuries. Furthermore, the success of the Muslim Brotherhood and its variants in North African countries was expectable also from a political point of view, being these movements the best well-structured, most poplar as well as most influent parties among the ones competing for elections.

Nevertheless, if the international public opinion has been so negatively impressed by Islamic parties achievements, it was also because of the Islamophobic message western countries had promoted to control their outcomes on the international background. Indeed, the most cumbersome uncertainty is about the changes in international balances and strategies. It is not sure that alliances would maintain the same shape, especially considering the fact that the Muslim Brotherhood is worldwide spread and so powerful to be able to impose its requests. What is the role these new actors are expected to play amid the international community?

At the beginning of the new Millennium a group of influential scholars in International Studies suggested an innovative perspective for the International Relations analysis. In their book “Religion in International Relations. The Return from Exile” - first published in 2003 by Pavols Hatzopoulus and Fabio Petito- they asserted the necessity of considering religion a core issue of both international and domestic politics. Attempting to provide a framework to understand the interaction between politics and religion, that is how the letter could influence the theoretic principles of the former, Vendulka Kubalkova proposed the creation of the International Political Theology (IPT), a subfield founded on the rule-oriented constructivism (ROC), rather than on positivism. The basic assumption was that the pursuit of power could not be considered independently from the pursuit of identity principles as well as of wealth. Ten years later this paradigm reveals to be the most appropriate to approach the rising of political Islamism in the international scenario. As Vendulka Kubalkova alleged in her essay “Toward an International Political Theology”, “the constructivist framework actually relaxes the understanding of what is rational “ by overcoming the positivist idea that “the only reasoning is the reasoning which is associated with judgment, which takes the form of deduction or induction. Abduction - which means acceptance on faith of conjecture, guesswork or whatever proposition is at the heart of the religion-is also a form of judgment. People exercise judgment when they actually accept certain things”. Religion has all the characteristics to play a public role in the construction of both domestic and international society because it consists of specific kind of rules, mainly assertive (conjecture and customary), but also directive and commissive. The key solution of how the international order could change with the empowerment of the Islamic movements in the political field is in the close examination of these rules and their interactions in the different contexts.

Lastly, the most worrisome implication of the rising Political Islam is the way it could affect these countries’ path toward a legally constituted State. The risk is to see some human rights - such as equality, freedom and women’s right - subdued to restrictions in the name of principles inspired to the shari’a. Here is the great task of liberal and secular forces in sparking off a balanced political debate in which could grown a democratic speech suiting everyone’s needs.

 

di Paola Mitra

Ultimo aggiornamento Giovedì 09 Febbraio 2012 21:51
 
1000 militari per l'emergenza neve PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 09 Febbraio 2012 21:33

A seguito del peggioramento delle condizioni meteorologiche che ha colpito gran parte dell’Italia, dal 3 febbraio le Forze Armate hanno reso disponibili uomini e mezzi al fine di ripristinare la viabilità e portare sostegno ai cittadini in difficoltà.

Attualmente sono impiegati circa 1.000 militari dell’Esercito, Marina ed Aeronautica che operano in varie località d’Italia: da Venezia a Vibo Valentia, passando per le città più colpite (Bologna, L’Aquila, Siena, Frosinone, Roma, Forlì, Pesaro, Sora, Viterbo, Chieti, Avellino, Isernia, Rieti, Candela, Cerignola, Caserta, Ancona, Cerignola, Spinazzola, La Spezia, Benevento, Foggia, Potenza).

Le Forze Armate continuano a fornire il loro supporto impiegando oltre 200 mezzi stradali idonei a ripristinare la viabilità unitamente ad elicotteri al fine di ricognire le zone più colpite ed isolate dal gelo. Vengono anche impiegati mezzi per il trasporto del sale, autobotti ed ambulanze.

Nei giorni scorsi i militari hanno accolto presso la Scuola di Fanteria di Cesano 700 persone bloccate su un treno, nei pressi della stazione ferroviaria di Cesano (RM). Sono stati, inoltre, distribuiti pasti caldi e coperte nelle zone maggiormente colpite dal maltempo.

Le attività, finalizzate a rendere gli interventi tempestivi ed aderenti alle esigenze della popolazione, sono svolte sotto il coordinamento delle varie Prefetture, in stretta collaborazione con la Protezione Civile, i Vigili del Fuoco e le Forze dell’Ordine.

Ultimo aggiornamento Giovedì 09 Febbraio 2012 21:40
 
Gabrielli un ingegnere sui generis PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Sabato 04 Febbraio 2012 16:33

Nato a Caltanissetta nel 1903, all’etá di sette anni si trasferisce con le famiglia a Torino. Si laurea brillantemente al Politecnico in Ingegneria Industriale Meccanica all’etá di 22 anni. Consegue un dottorato in Germania all’Univerisitá di Aquisgrana e dopo vari impieghi nell’industria aeronautica viene assunto in Fiat, apprezzato da Giovanni Agnelli. Gli aeromobili progettati da lui vengono contraddistinti da una “G”, nel marchio. Nel 1943 é il Fiat G 55 Centauro che viene dichiarato, da una squadra di collaudatori della Luftwaffe, agli ordini del Tenente Colonnello Oberst Petersen, “il miglior caccia dell’asse”, in un telegramma inviato dall’Italia al Maresciallo del Reich Göering. Il velívolo fu dichiarato superiore sia al Bf 109 G-4, sia al Fw 190 A, sia agli italiani Re 2005 e Mc 205. Nel 1970 una nuova creazione di Gabrielli é destinata a stupire, questa volta per le sue capacitá di decollo corto: é nato l’Aeritalia G. 222. Tale velívolo presenta numerose qualitá rispetto alla concorrenza. Tuttavia col tempo gli vengono riscontrati costi operativi pari a ¾ rispetto ad un C 130, che peró trasporta il doppio del carico. Il G. 222 viene sperimentato dalle forze armate americane col nome di Lookhead C 27 A. Nella sua seconda evoluzione, il velivolo viene modificato in maniera tale da utilizzare il piú alto numero possibile di componenti del suo fratello maggiore americano. L’aereo utiliza due dei quattro motori del moderno C 130 J, i rotori esagonali dotati del caratteristico profilo “a scimitarra” l’avionica in comune. In questa versione, ben il 65% dei componenti del mezzo é in comune col C 130 J. Puó trasportare 60 soldati o 46 paracadutisti; si caratterizza per un portellone di coda ampio, che unito al pavimento resistente consente l’imbarco anche di mezzi cingolati; il carrello é ad assetto variabile per facilitare le operazioni di carico. Il successo commerciale del velívolo é enorme, essendo adottato da ben nove paesi. Bulgaria, Ghana, Grecia, Italia,Lituania, Marocco, Messico, Romania, Slovacchia. L’aereo é destinato a costituire il fulcro della línea di trasporto militare di tanti paesi; l’Afghanistan utilizzerá i G222 acquistati usati dagli Usa (originari italiani) col compito di distribuirli al paese asiático. Anche gli Usa hanno ordinato un numero consistente di tali velivoli: 55, con possibilitá di espansione a 78, da distribuirsi all’Aeronautica e all’Esercito. Per fare un paragone, l’Italia ne ha finora acquistati dodici. Tra le versioni del velívolo, non é certo se verrá riproposta la versione Radiomisure (utilizzata col G. 222, ancora in servicio nell’Ami), mentre si discute sulla possibilitá di adottare la versione Pretorian, la cannoniera volante, che potrebbe avere una capacitá operativa migliore dell’A C 130 Spectre, grazie alla dispiegabilitá e all’agilitá del mezzo, che puó effettuare in volo spettacolari tunneau. A seguito della crisi económica, l’amministrazione Obama decide di tagliare l’ordine a 38 esemplari. E’ recentissima la notizia che é toccato ad un ministro italo-americano, Leon Panetta, annunciare il ritiro del Paese dal programma di acquisto dell’aereo italiano. Secondo i piani del Pentagono, le operazioni di trasporto da destinare ai C 27 J possono essere svolte dai C 130 J, peraltro anch’essi in via di riduzione. Ma probabilmente il C 27 é considerato un mezzo che puó creare sovrapposizioni operative anche col V 22 Osprey. E’ ancora in forse la destinazione dei 13 mezzi giá adottati dalle Forze Armate statunitensi. Ultimamente l’Australia sembrava interessata a tali macchine, ma nulla é sicuro per ora. Anche il Canada puó essere un probabile cliente. Sta di fatto che la notizia della cancellazione del programa americano rappresenta un freno per l’industria nazionale; giá con la cancellazione del programma dell’elicottero presidenziale US 101 le azioni della Finmeccanica erano calate. Nonostante l’abbandono di tale programma i vertici italiani non arretrano dagli impegni presi col programma JSF (F 35). Ora l’unico mezzo italiano da valutarsi oltre oceano rimane l’Iveco SuperAV, a seguito della cancellazione del programma americano Expeditionary Fighting Vehicle, che presentava una serie di inconvenienti operativi.

 

di Antonio Frate

Ultimo aggiornamento Sabato 04 Febbraio 2012 16:45
 
Tagli alle truppe italiane in missione PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Sabato 21 Gennaio 2012 14:46

Nel corso del 2012, il numero dei militari italiani impegnati nelle missioni estere resterà di circa 6.500, a fronte degli 8.150 attivi lo scorso settembre. La cifra è stata stimata dal ministro della Difesa, Di Paola, in un’audizione davanti alle Commissioni Esteri e Difesa del Senato. Le prime riduzioni del contingente italiano in Afghanistan (oggi 4.200 militari) si avranno a fine anno. In Libano gli effettivi passeranno da 1500 a 1100 mentre 100 militari saranno impiegati in Libia per la sicurezza e sorveglianza del territorio.

 

fonte: Redazione

Ultimo aggiornamento Sabato 21 Gennaio 2012 14:48
 
Caccia nel Mondo (seconda parte) PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 04 Gennaio 2012 13:03

GRIPEN. Il caccia svedese sarà il prossimo fighter svizzero. Esso ha sconfitto l’Eurofighter Typhoon e il Dassault Rafale nella gara in corso per sostituire i Northrop F-5E. L’acquisto iniziale è di 22 aerei. La notizia ha fatto salire di oltre 8 punti le quotazioni della Saab alla borsa di Stoccolma.

Finmeccanica tramite Selex Galileo ha negli ultimi anni raggiunto con Saab accordi per il radar AESA e il sensore IRST e Selex Elsag per l’IFF.

L’anno scorso si parlava di circa 2,2 miliardi di euro per il contratto con la Svizzera, oggi la notizia certa è che il costo complessivo è di 3 miliardi di franchi svizzeri, preferito all'Eurofighter e al Rafale offerti per una cifra superiore ai 4. La Svizzera è il quinto cliente internazionale a scegliere il Gripen, che si conferma un concorrente credibile per il costo più basso rispetto agli altri caccia europei della stessa generazione, ordinato in Ungheria, Repubblica Ceca, Sud Africa e Thailandia.

SU 32-34. Il SU-27 Flanker, un grande successo di progettazione e esportazioni, ha una cellula base che rimane il target cui molti altri costruttori guardano. Impressionante è che il progetto è molto flessibile, e permette ulteriori miglioramenti e modifiche che vanno dagli aggiornamenti SU-30 e SU-35, alle versioni che aggiungono canard (SU-30MKI / M, SU-37), quest’ultimo non prodotto per mancanza di fondi, e anche capacità da lancio da portaerei (SU-33).

E’ entrato ora in produzione il SU-32/34. E' stato concepito come un successore alla famiglia Flanker, sostituto del SU-24 "Fencer", (rivale dell’F 111), apprezzato in Cecenia come un aereo di supporto tattico. Il suo concorrente occidentale moderno è l'F-15E Strike Eagle, ma il progetto russo si è evoluto dalle sue bozze iniziali nel 1986 in maniera considerevole, con i sedili affiancati, e include funzioni come un reparto di riposo e anche una toilette.

Il SU-34 è indicato anche come "SU-32" da Sukhoi, anche se altre fonti indicano che questo potrebbe fare riferimento a una variante dedicata all’attacco navale. Caratteristiche principali sono: 45,1 tonnellate di peso massimo al decollo, con un carico di 8 tonnellate di ordigni, distribuite su 10 punti d'attacco, inclusi missili con guida di precisione come R-73/AA-11 Archer e R-77/AA-12 'AMRAAMSKI', oltre un cannone GSh-301 da 30 mm e 180 colpi.

• I motori turbofan AL-31FM1 sono della società Salyut con sede a Mosca, con capacità di generare una spinta fino a 13,5 tonnellate (oltre 29.000 libbre) e hanno un intervallo di 1.000 ore tra riparazioni. Le relazioni successive indicano che più potenti motori AL-41 possono essere montati in futuro.

• Velocità massima di Mach 1,8 in quota.

• 3.000 km di autonomia con serbatoi a goccia standard, estendibile a "oltre 4.000 km" con l'ausilio di ulteriori serbatoi sganciabili. Questo rende più facile l’utilizzo in luoghi come il Tagikistan, perché gli aeroporti intermedi in Russia possono essere facilmente chiusi per maltempo. Il SU-34 può anche rifornirsi di carburante in volo. (Si noti, tuttavia, che l’adattamento al terreno può ridurre la gamma d’armi imbarcate).

• Può volare in modalità a bassa quota Intercom (Matching Contour Terrain), basata su un software per eseguire una serie di altre manovre difficili. L'impennaggio orizzontale anteriore dietro l'abitacolo è stato progettato per aiutarla a gestire i vuoti d'aria si trovano in volo ad alta velocità e va bassa quota.

• E’ presente un cockpit corazzato da 17 millimetri come sul SU-25 Frogfoot.

• Vi sono 2 sedili di espulsione in parallelo K-36DM, con un piccolo corridoio in mezzo. I sedili di espulsione possono essere attivati a qualsiasi velocità e altitudine, anche quando l'aereo è a terra.

Il radar multimodale è il Leninets B004 phased array in banda X, che alterna il terra in-following radar e altre modalità, simile al radar del B-1B americano, tipo AN/APQ-164. La capacità dichiarata è di 200-250 km contro bersagli di superficie di grandi dimensioni, con capacità di mappatura a terra per 75-150 km, e il puntamento di bersagli in movimento GMTI per 30 km. Il sistema di puntamento contro i caccia agisce, secondo il costruttore, da 90 km.


di Antonio Frate

Ultimo aggiornamento Mercoledì 04 Gennaio 2012 13:06
 
Caccia nel Mondo (prima parte) PDF Stampa E-mail
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Giovedì 22 Dicembre 2011 22:52

F 22 ed F 35. E’ stata ufficialmente chiusa la linea di montaggio degli F 22. Ora in USA le linee di montaggio di aerei da combattimento rimangono in quattro. L’ultimo F-22 Raptor, il 187°, con matricola di coda 4195, è uscito dallo stabilimento Lockheed Martin di Marietta in Georgia. Termina così la produzione del caccia che avrebbe dovuto sostituire gli F 15 Eagle. Il Raptor ha volato per la prima volta nel 1997; dopo soli 15 anni di produzione è giunto il taglio definitivo al programma, a causa sia del prezzo (è il caccia più costoso del mondo), sia per i costi di gestione. Inizialmente l’ordine era stato di 381 esemplari. Due modelli sono andati perduti in incidenti e tre sono stati i blocchi dei voli dell’intera flotta per problemi al sistema d’eiezione e dell’ossigenazione dei piloti. Il Congresso USA ha proibito l’esportazione del velivolo, anche a paesi fidati come Giappone o Israele, dichiarando insostenibile il programma. La Lockheed Martin e l’USAF hanno cercato di conservare il sostegno del Congresso: la produzione ha riguardato 46 stati e 1100 sub-fornitori, parte dei costi sono stati spostati sugli aggiornamenti piuttosto che sullo sviluppo. Il risultato è che nel 2011 il budget approvato era di 1.3 miliardi di dollari solo per il primo aggiornamento. Le attenzioni, e i fondi, si sono quindi concentrati sul programma JSF, modello che sarà il principale velivolo dell’USAF e anche di molti dei suoi alleati.

Riguardo a tale esemplare giunge una rosea notizia, diffusa da alcune agenzie di stampa: le Japanese Air Self-Defence Forces hanno optato per tale velivolo, in luogo del principale concorrente, l’Eurofighter. La decisione, molto politicizzata, (cooperazione militare tra USA e Giappone), da uno slancio al programma che sta incontrando continue difficoltà tecniche e di finanziamento. I 42 F-35, a decollo convenzionale, sostituiranno, al prezzo di 4 miliardi di dollari, gli F-4 Phantom, e affiancati in futuro (forse) da un caccia indigeno della Mitsubishi. Dubbi sono stati sollevati, dagli analisti, sulla decisione di scegliere un caccia più finalizzato all’attacco al suolo (per le doti stealth) che all’intercettazione (l’EFA a un prezzo forse minore avrebbe potuto essere all’altezza della situazione): il ruolo del nuovo caccia giapponese sarà quello di contenere la vicina Cina. Compensa però la possibilità di mantenere l’inter-operabilità e la vicinanza con le forze USA, da 60 anni sull’arcipelago, dall’altra l’appetibilità dell’offerta Lockheed Martin. La FACO (linea di assemblaggio finale), la produzione, l’integrazione e riparazione di numerosi componenti sarà in Giappone o affidate ad aziende nipponiche. Anche la Pratt & Whitney, che procura il motore F135, avrà una linea di assemblaggio indigena.

RAFALE. Il ministro della Difesa francese Gerard Longuet ha annunciato e subito smentito la fine della produzione del Rafale in poche ore. In un’intervista radiofonica Longuet prevedeva la fine della produzione dopo i 180 esemplari ordinati dall’Armée de l’Air "qualora il caccia nazionale non ottenga commesse all’estero". Nel pomeriggio dello stesso giorno smentiva: con un comunicato ufficiale “La produzione per l’Armée de l’Air non terminerà prima del 2030”.

Il Rafale è il meno diffuso dei tre caccia europei di quarta generazione dietro il quadrinazionale Eurofighter Thypoon, che ha già mietuto 300 consegne, e ordini per totali 471, con la tranche 3B in fase di sviluppo) e lo svedese Saab Gripen (con 264 tra consegne e ordini, più i 22 per la Svizzera).

Costruito da Dassault, in totale assenza di partner, con 180 ordini compresi 31 in versione navale, il Rafale è un simbolo della necessità di preventive alleanze, al giorno d’oggi, per programmi così impegnativi. Ad alleggerire la situazione potrebbe contribuire l’eventuale vittoria in India, dove è in gara contro l’Eurofighter, (interessata a dotarsi di portaerei, su cui non può operare il caccia del consorzio) o in Brasile, il cui programma appare però in bilico. Recentemente lo sceicco Mohamed bin Zayed, vice comandante delle forze armate degli Emirati Arabi Uniti, aveva definito l’offerta di Dassault “non competitiva e non funzionale”. In gara ci sono anche l’Eurofighter e i Boeing F-15 Strike Eagle e F/A-18E/F Super Hornet; una soluzione possibile potrebbe essere quella di acquistare altri F-16E/F BLOCK 60.

 

di Antonio Frate

Ultimo aggiornamento Giovedì 22 Dicembre 2011 23:06
 
Somalia: terrorist attack in Mogadishu PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 11 Ottobre 2011 21:21

Al Shabaab claims responsibility for the massacre

 

 

 

Somalia has probably reached the climax of its crisis. After the terrorist attack in Mogadishu on October 4th, the political and economic situation is getting worse. And this is really worrisome as Somali people are also facing a terrible famine, perhaps the most alarming in 60 years. Many say the last attack was predictable since the withdrawal of the insurgent’s troops in August was simply tactical. The African Union peacekeepers, the so called AMISOM, claimed they had succeeded in encircling the jihadists and sending them away from Mogadishu. But everybody knew it was only a matter of time before they would attack again.

Last Tuesday a suicide bomber blew up together with his lorry full of explosives and gasoline. The blast happened near the buildings housing a number of government ministries with the aim of killing politicians of the transitional government and the AMISOM’s soldiers. Nevertheless, the majority of the casualties were young students queuing up at the Education Ministry in order to get university scholarship to Turkey. The explosion killed more than 70 people that day, while about 150 injured were promptly sent to the nearest hospitals.

The responsible for the terrorist attack is the Shabaab. The Al Quaeda-linked fundamentalist group clearly wants to defeat the UN-backed Somali government and the African Union peacekeepers stationed in the country so as to impose a regime based on Sharia. However, it seems likely that the target of the “martyrdom operation” was not merely to kill politicians, but also to murder the students. Indeed, the Shabaab is an ultra conservative Islamist group and it deems secular education as a form of western invasion in the Muslims’ way of life. Actually, this is not the first time the Shabaab’s militants have aimed at murdering students. In 2009 Al Shabaab group assaulted a graduation ceremony killing medical students and doctors.

The Somali suicide bomber, Bashar Abdullahi Nur, had claimed that students have to support Jihad. In a radio interview he gave before the attack - that was later aired on – the kamikaze said that “Now those who live abroad are taken to a college and never think about the hereafter. They never think about the harassed Muslims”. He also added that “they wake up in the morning, go to college and studies and accept what the infidels tell them, while infidels are massacring Muslims”. Therefore the message is clear: young people have to give up secular education and pursue Jihad. Tuesday’s attack then has also a symbolic meaning as it is a way to destroy the minds representing the future of the country.

However, this massacre is meant to be a warning since Al Shabaab has vowed to increase attacks day by day in order to overthrow the weak transitional Somali government and the African Union peacekeepers. Unfortunately, the Shabaab’s insurgents are growing more and more powerful as they now control South and Central Somalia, Mogadishu’s districts and also a part of Dhusamereb. Since 1991 Somalia has become a byword for anarchy and these events cannot but emphasize this idea. So it is right wondering whether Somalia will be really able to hold election for a new parliament and president by August next year, as it is expected to do.


di Soraya Carpenito

Ultimo aggiornamento Martedì 11 Ottobre 2011 21:44
 

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